


Lo sfondo bianco delle facciate si accompagna alle linee morbide e gentili dei decori che adornano tutti i prospetti di un edificio di non comune bellezza, movimentato dall’asimmetria della sua pianta e da geometrie poligonali che catturano lo sguardo per l’eleganza e l’armonia che le contraddistinguono. Il gioco di linee spezzate e curve, di maioliche napoletane, legno, stucchi, marmo, vetro policromo e ferro battuto: un tripudio di Liberty. Tutto quanto c’è a Villa Pappone richiama i fiori, così come voleva il suo proprietario, Francesco Pappone, Cavaliere del lavoro e imprenditore noto in tutta Europa agli inizi del ‘900 per la produzione ed esportazione di fiori artificiali. La villa risale al 1912 ed è espressione del gusto floreale che era andato affermandosi a Napoli soprattutto nelle zone di Chiaia, Vomero e Posillipo tra la fine dell’800 e gli inizi del ventesimo secolo. Grifoni di bronzo sorreggono la splendida pensilina di una scala superbamente arricchita da ghirigori e scherzi naturalistici sulle sinuose ringhiere in ferro battuto.
Fiori dappertutto: dagli stucchi che sovrastano tutte le aperture, alle maioliche colorate che le separano, diverse per colori e disegni per ogni piano. Elementi in bronzo in forgia di foglie sorreggono il cornicione.
Ma il punto più alto dell’emozione è la scala di accesso al portone sovrastata dalla pensilina di ferro e vetri policromi, secondo il linguaggio proprio del Liberty.
Un capolavoro assoluto, l’incanto dell’estetica floreale, l’elegante carezza dell’architettura fiorita di cui sembra di respirare persino il delicato profumo. Villa Pappone a Posillipo, oggi privato condominio, in Salita del Casale 5.







